Ceramica calitrana

Oltre 1000 anni di tradizione ceramica

La tradizione ceramica calitrana vanta origini antichissime e rappresenta una fetta del nostro patrimonio storico e culturale. 
Dopo la conquista dell'Italia meridionale da parte di Basilio I nell'anno 867, vennero assoggettati al dominio bizantino vasti territori, (ad eccezione delle preesistenti aree longobarde), nei quali sorsero numerosi monasteri greci, che presto stabilirono contatti con i monasteri benedettini, avviando un fervido scambio culturale e religioso.

ceramiche antiche calitrane

Uno degli apporti più preziosi fu proprio l'arte della ceramica, in particolare della "mezza maiolica" o "faenze ingabbiate", consistente nel rivestire di vetro piombifero oggetti precedentemente ricoperti da un ingabbio (terra bianca), decorati a graffito e successivamente ricoperti da una cristallina lucida.

È il caso di precisare che sono stati rinvenuti da poco tempo, proprio in alcuni monasteri benedettini, alcuni "cocci" o testimonianze di "mezza maiolica" a Calitri, in località San Zaccaria, Santa Maria in Elce e nei locali del castello, databili tra il 1200-1300.

I reperti appena citati sono in mostra al Museo della Ceramica Borgo Castello e rappresentano un "tassello" importante per ricostruire e comprendere tutto l'iter storico-culturale dell'arte ceramica calitrana.
Per quanto riguarda il periodo medievale,molto ancora rimane da fare. I reperti di "mezza maiolica" appena citati lasciano supporre che, in realtà, l'arte ceramica di Calitri fosse presente da sempre e che abbia seguito un suo preciso percorso evolutivo fino a raggiungere le forme, i colori e lo stile che ancora oggi vengono prodotti.sirola ceramica calitrana

Per quanto riguarda i secoli successivi altri documenti storici attestano una produzione ceramica calitrana dal Rinascimento a tutto il '700:

  • La lettera rinvenuta presso l'Archivio di Stato di Parma
  • Fondo Farnesiano, che nel 1573 il Cav. Gesualdo (molto probabilmente Fabrizio II) scrisse al cardinale Alessandro Farnese, promettendogli l'invio a Roma di alcuni vasi ornamentali da Calitri; 
  • Numerosi contratti matrimoniali del '600 e del '700, dove nelle doti delle future spose, compaiono maioliche d'uso;
  • Nei testamenti dello stesso periodo e, in particolare, in un documento del 1722 (custodito presso l'Archivio di Stato di Avellino), relativo all'inventario di una farmacia calitrana, che viene venduta dal proprietario Salvatore Lupone a Giuseppe Antonio Cammina, che trasferirà a Foggia la sede della sua farmacia.

Dall'inventario della farmacia, oltre ai mobili lavorati in noce vi erano dei vasi in argilla di buona qualità, smaltati e finemente decorati a gran fuoco per la conservazione dei medicamenti.